Occhio al bollino

Il Cappone di Morozzo è identificabile per mezzo di un anello metallico inamovibile e numerato posto alla zampa, associato ad un’etichetta riportante i dati identificativi dell’allevatore e timbrata dal Consorzio.

Nel mese di novembre il veterinario del consorzio passa per eseguire questa operazione di “anellatura” selezionando i capi migliori conformi alle caratteristiche richieste.

La presenza dunque di anello e etichetta sono elementi distintivi che permettono di riconoscere il vero Cappone di Morozzo Certificato. Diffidate dunque da animali proposti come tali ma che non li presentano!!!!

Il Presidio Slow Food

Cos’è Slow Food ?
Fondata a Bra in provincia di Cuneo nel 1986 da Carlo Petrini, grazie ai soci e ai sostenitori, ogni giorno s’impegna per ridare il giusto valore al cibo rispettando chi lo produce, i territori e le tradizioni locali.

Slow Food:

• difende il cibo vero – per Slow Food il cibo deve rispettare chi lo produce, chi lo mangia, l’ambiente e il palato:buono, pulito e giusto per tutti

• promuove il diritto al piacere: dalla conoscenza, alla socialità, alla convivialità, al piacere. Perché più ne sai, meglio scegli, meglio vivi!
• diffonde la cultura gastronomica: per andare oltre la riceta, perché dietro un cibo ci sono produttori, territori, emozioni e saperi
• educa al futuro: il futuro ha bisogno di terreni fertili, specie vegetali e animali, meno sprechi e più biodiversità, meno cemento e più bellezza.

Slow Food e il Cappone di Morozzo

Il riconoscimento da parte di Slow Food del Cappone di Morozzo come proprio presidio, e la creazione nel 2001 del Consorzio di Tutela e Valorizzazione ha fatto si che al Cappone di Morozzo venisse attribuito quel giusto valore di prodotto di assoluta genuinità e di qualità, perché allevato secondo disciplinare e soprattutto seguendo le logiche i criteri e le tradizioni utilizzati da sempre dai contadini nella proprie cascine.

Il distinguersi da prodotti allevati industrialmente a prezzi decisamente più ridotti ma allo stesso tempo con standard qualitativi e di allevamento di tutt’altro genere è stato fondamentale per la nostra sostenibilità.

Le tecniche di allevamento che utilizziamo rappresentano infatti oggi un patrimonio storico e culturale che costituisce un vero e proprio motivo di identità e di orgoglio per noi allevatori .